NON SOLO FLOORBALL

PORTIERI SENZA FRONTIERE

Viking Roma Floorball Club fa un grande in bocca al lupo a Lara Amici, portiere della squadra femminile e da quest’anno anche in rosa senior, che nel prossimo week-end difenderà la porta di SPV Viareggio nel concentramento per il campionato di hockey pista femminile.

Un ritorno alle origini per Lara, che proprio in questa disciplina ha cominciato la sua carriera sportiva in porta.

Classe 1973, 13 anni di hockey pista e poi hockey in-line nella porta della Libertas Genzano (società nella quale ha portato anche il floorball), tanta esperienza ed una inesauribile voglia di mettersi in discussione, reinventarsi, provare nuove discipline sono solo parte del bagaglio sportivo nel curriculum di Lara che da qualche hanno ha incluso anche il floorball.

Le abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio l’universo dell’hockey femminile e della porta in generale.

 

Intervistatore – Come ti senti alla vigilia di questo evento?

Lara – Un po’ preoccupata. Purtroppo sono passati moltissimi anni dall’ultima volta che  mi presentai come portiere in una partita e il timore di non essere più all’altezza della difficoltà è grande.

I – In quali condizioni si trova attualmente il mondo dell’hockey pista femminile?

L – Malissimo purtroppo . Quando lasciai questo sport nel 1996 in Italia c’erano 28 squadre distribuite in tutto il territorio nazionale. Oggi, nel 2012, sono rimaste solo 6 squadre.

Il problema evidente, problema ahimè presente comunque in quasi tutti i settori femminili dell’hockey, è che la Federazione non ha mai puntato e agevolato in nessun modo questo settore, cercando anzi di penalizzarlo in tutti i modi possibili e immaginabili, e  mettendo i bastoni in mezzo alle ruote con cavilli e regolamenti inapplicabili, a tutte le iniziative fatte dalle varie società per incrementare il settore. Questo è stato dovuto sicuramente dalla presenza nella dirigenza della Federazione, di persone  poco  lungimiranti e soprattutto  totalmente inadatte all’incarico.

A tutto questo poi si aggiunge un problema culturale. Nell’hockey e nella dirigenza della sua federazione sicuramente pesa ancora una visione “ maschile” di questo sport, culturalmente  indirizzato agli uomini e considerato poco adatto alle donne. La FIHP ha gravissime responsabilità nella decrescita di questo sport.

I – Come ti eri avvicinata all’hockey pista?

L – Una mia amica mi disse che aveva iniziato a praticare questo sport ed allora incuriosita volli andare a provare anch’io. La mia amica dopo pochi mesi lasciò io invece rimasi tanto mi aveva entusiasmato l’esperienza.

I – Le attrattive dell’hockey sono azioni veloci, tanti tiri, e ritmo sempre alto e dinamico; ma cosa ha spinto una ragazza giovanissima a scegliere la porta e rimanerci per tutta la propria vita sportiva?

L – Inizialmente mi misi in porta perché serviva un portiere in vista di una manifestazione sportiva alla quale dovevamo partecipare, ma da quel momento fu amore a prima vista.  Quando si pensa alla figura del portiere si pensa sempre la calcio dove il portiere si vede solo quando subisce un goal. Nell’hockey invece, proprio per la velocità del gioco e delle azioni e per il numero di volte in cui durante la partita viene chiamato in gioco,  il portiere rappresenta  il 70% della squadra. Puoi avere degli ottimi attacanti e difensori ma se hai un portiere non all’altezza, avrai poche possibilità di vincere.

I – Come hai conosciuto il Floorball?

L – Tramite Vito Andragna, il portiere dei Viking, con il quale per un certo periodo mi allenavo a hockey in line. Stava cercando  infatti di formare una squadra femminile di floorball e mi chiese di venire a provare. Da quel momento  ho incluso anche il floorball nella mia vita.

I – Cosa ti piace maggiormente della nostra disciplina?

L – Le similitudini nei movimenti tra i giocatori di floorball con quelli di hockey pista e la semplicità dell’attrezzatura necessaria. Lo trovo uno sport anticrisi, per tutti, dove bastano un paio di scarpe da ginnastica e tanto entusiasmo e si può iniziare a giocare.  Nell’hockey purtroppo a monte c’è sempre una spesa non indifferente per l’attrezzatura necessaria ( pattini e protezioni) ed in più occorre imparare a pattinare con parecchi sacrifici prima di potersi divertire veramente. Nel floorball invece basta sapere correre e basta prendere un po’ di confidenza con la stecca e con la pallina ed il gioco è fatto.

I – Quali analogie e quali differenze hai trovato tra hockey pista e floorball dal punto di vista della porta?

L – Più che differenze ho trovato tantissime similitudini tra i movimenti e le posizioni, con in più la facilitazione di non avere i pattini a rotelle ai piedi. Come difficoltà reale  c’è la velocità della pallina che è molto maggiore nel floorball rispetto all’hockey pista e la difficoltà di prevedere la direzione dei tiri vista la leggerezza della pallina stessa.

I – Il gruppo femminile di Viking Roma è cresciuto molto quest’anno. Pensi che siamo sulla buona strada per creare una realtà e coinvolgere ragazze giovani e giovanissime?

L – Penso proprio di sì. Secondo me questa è una realtà che è destinata a consolidarsi notevolmente. Anche perché il floorball ha delle potenzialità grandissime in sé per sé  ed unite all’entusiasmo degli allenatori e delle giocatrici  nella sua diffusione sicuramente porteranno ad un coinvolgimento sempre maggiore di atlete.

 

Non ci resta che rinnovare a Lara e ad SPV Viareggio un buon week-end di campionato!

 

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